MONTE VERITÀ, ASCONA
Giardini in Arte

Le opere

5 maggio - 29 luglio 2018

Ferruccio Ascari

Ferruccio Ascari ripropone Luogo presunto, opera installativa recentemente presentata a Milano nel chiostro di San Simpliciano, come primo momento di un percorso iniziatico, cominciato sotto il titolo significativo di Silenzio. Essa, costituita da una selva di strutture di fi lo di ferro, dalle forme semplici, esili, fragili e infantili, ci invita all’ascolto e al silenzio interiore. Ci riporta in quella sorta di limbo dove tutto è ancora possibile, base e premessa per ogni ulteriore speculazione libera, per ogni associazione fantastica. Quel luogo, o condizione emotivo-psicologica, che un individuo sensibile può ritrovare, steso a terra a guardare le stelle o ascoltando il vento mentre accarezza l’erba.

Ferruccio Ascari nasce nel 1949 a Campi Salentina (LE) dove compie il primo ciclo di studi. Si trasferisce a Firenze e poi ad Urbino dove, nel ’73, si laurea in Filosofia. È in questo periodo che inizia ad interessarsi al pensiero orientale e in particolare a quello della Tradizione Yogica che eserciterà in seguito una notevole influenza sul suo percorso artistico. Contemporaneamente agli studi di carattere filosofico dà inizio all’attività artistica che da allora è proseguita interrottamente. Dalle installazioni site specific alla pittura e alla scultura, negli ultimi anni le sue opere – grandi disegni a nerofumo su carta, carte traforate, sculture in ferro e in terracotta – si allontanano sempre più da una prospettiva antropocentrica per accogliere forme e forze legate ai cicli della natura: esito di un’indagine sull’origine della forma intesa come manifestazione di un’energia che è perenne dialettica tra permanenza e mutamento. Attualmente vive e lavora a Milano. Le opere di Ferruccio Ascari sono state esposte, in importanti istituzioni pubbliche e private.

ferruccioascariarchivio.com

Stefania Beretta

Stefania Beretta reinterpreta tre sue fotografi e dal ciclo Paesaggi improbabili del 2013, in forma di trittico. Partiture di terreno, marroni, verdi, rosse, sono unite da un gioco di fi li, con impunture che l’artista ha abilmente ordito direttamente sulla carta. I fi li della vita, che sinesteticamente si insinuano nella natura, dove tutto è fremito magmatico d’inesauribile energia, trait d’union tra visibile e invisibile, tra cielo e terra.

Dal 1979 opera come fotografa indipendente e ha al suo attivo numerose mostre personali in musei e gallerie in Svizzera e in Europa, nonché pubblicazioni monografiche. Tra il 1995 e il 2009 riceve diverse borse di studio che le consentono di soggiornare in atelier d’artisti in diversi paesi europei (Francia, Inghilterra, Lituania, Italia). Nel 1997 pubblica Paris Noir (Pagine d’Arte) e in seguito presso la casa editrice parigina Trans Press, i volumi rooms (nel 2000), trop (nel 2002) e In Memoriam (nel 2006).
Nel 2004 la SRG SSR Idée Suisse, in collaborazione con la Fondazione Svizzera per la Fotografia e l’editore Lars Müller, realizza Photosuisse, film-ritratto accompagnati da una importante pubblicazione di 28 fotografi svizzeri contemporanei. Nel 2009 il Museo Cantonale d’Arte di Lugano le dedica una mostra personale del lavoro In Memoriam. In collaborazione con la Fondazione Credito Valtellinese-Milano realizza diverse pubblicazioni con mostre in Sicilia, Firenze, Milano e Sondrio.
Nel 2011 viene invitata assieme a fotografi di fama internazionale alla mostra Eyes on Paris presso le Deichtorhallen di Amburgo e nel 2015 la stessa mostra viene accolta al Picasso Museum di Münster in Germania. Nel 2016 il Museo Comunale d’Arte di Ascona le dedica una mostra personale.
Le sue fotografie si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Verscio.

stefaniaberetta.ch

Lorenzo Cambin

Lorenzo Cambin si propone con 17 segni, opera installativa site specific composta da 17 elementi di alluminio e stoffa alti 5 metri. Come fili d’erba al vento, questa macchina celibe si muove dinamicamente nello spazio, esprimendo fragilità, evanescenza, quanto malinconica, lirica poesia.

Lorenzo Cambin nasce a Lugano nel 1958. La sua formazione artistica si snoda attraverso un percorso che lo vede iscritto negli anni 1974-78 al Centro Scolastico Industrie Artistiche (sezione arti decorative) a Lugano poi dal 1978 al 1980 presso l'Istituto statale di Urbino (sezione calcografia) e tra gli anni 1980-1984 all'Accademia di Brera a Milano (sezione pittura). Nel 1991 è ospite alla Cité des Arts di Parigi, è membro della SPSAS. Le sue opere, ispirate alla natura, sono in una costante ricerca di equilibrio e leggerezza, per questa ragione l’artista predilige l’uso di materiale vegetale in particolare legno e pietra con cui interagiscono vento, acqua e terra. Tra le sue numerose esposizioni in Svizzera e all’estero si annoverano nel 1990 quelle alla Galleria Triebold di Basilea e allo Spazio di Belle Arti di Tenerife; nel 1997 quelle all’Art du temps a Evreux, alla Galleria Ambit di Barcellona e al Nau Coclea Camallera di Girona; nel 2004 quelle allo Spazio all’Arte Pharmaton di Bioggio e alla Galleria Pilar Riberajgua di Andorra; il 2017 è l’anno dell’installazione al lago Moesola del passo del San Bernardino e dell’esposizione presso la Galerie Azur, SPA a Berna.

cambin.ch

Olivier Estoppey

Olivier Estoppey presenta tre dei suoi “lupi” primordiali, realizzati con materiale povero industriale (ferro e calcestruzzo) di grande forza espressiva. Il lupo, come animale che si situa tra natura e cultura, tanto indomito e coraggioso quanto sociale, lo si potrà scoprire tra le frasche del parco, facendoci rivivere le nostre originarie paure.

Olivier Estoppey (1951) dal 1972 al 1977 frequenta la Scuola Cantonale di Belle Arti di Losanna e successivamente soggiorna ad Arles in Francia e a Bologna in Italia.
Rientrato in Svizzera, nel 1981, gli viene assegnata la cattedra di professore di disegno e arti visive presso la Scuola di Belle Arti di Sion e successivamente dal 1983 al 1987 e dal 1993 al 2002 è professore presso il dipartimento di architettura del Politecnico Federale di Losanna.
Nel corso della sua carriera vince numerosi concorsi e realizza diversi allestimenti esterni, animazioni artistiche e opere integrate in eleganti architetture di edifici privati e pubblici.
Il suo lavoro ottiene grande considerazione sia dal pubblico sia dalla critica grazie a diverse mostre personali in Svizzera e all’estero come, nel 2009, in occasione dell’esposizione ai Jardins du Palais Royal di Parigi e di quella all’Espace Arlaud di Losanna e partecipando con installazioni monumentali a numerose esposizioni collettive, come la Bex & Arts, Triennale di scultura contemporanea, nel parco di Szilassy, a cui partecipa dal 1981. Olivier Estoppey vive a Lausanne e lavora ad Aigle.

olivier-estoppey.ch

Luisa Figini

L’opera di Luisa Figini è una gonna di materiale trasparente dalle molteplici tasche, in cui sono inseriti frutti e verdure di vario genere. Appeso leggero e fragile al soffitto, questo indumento femminile, simbolo della donna multitasking odierna, significa la capacità femminile di potere e sapere autonomamente sopravvivere a qualsiasi avversità, grazie alla sua genesi, di donna primigenia, la Mater Terra, origine di ogni cosa.
Si ringrazia il Museo Cantonale di Storia Naturale di Lugano, e in particolar modo Neria Röhmer e Alberto Delmenico.

Studi all’Ecole des Beaux-Arts di Bourges (F), alla Haute Ecole d’Art et Design di Ginevra e all’ Università di Rovereto-Trento (I). Dall’inizio degli anni 1980 sviluppa una ricerca artistica nel campo della scultura, degli oggetti e dell’installazione nello spazio: plastica, sonora, video con particolare attenzione al tema del corpo e della relazione. Ha esposto in Svizzera e all’estero in mostre personali e collettive, tra gli altri al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, alla Biennale dell’Immagine di Chiasso, al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto; così come al Kunstmuseum di Olten, al Musée des Beaux-Arts di La Chaux-de-Fonds, al Musée Jurassien des Arts di Moutier, al Palais de l’Athénée di Ginevra, alla Villa Bernasconi di Lancy-Ginevra e al Centro Culturale Svizzero di Milano. Vive e lavora in Ticino.

luisafigini.net

Ruth Moro

Ruth Moro presenta una sua recente serie, composta da cinque opere di egual formato, dove petali di fiori abilmente e sapientemente trattati e trasposti su tela, concorrono a creare un’atmosfera astratta e spirituale, apparentemente del tutto artificiale. Da queste opere si sprigiona infatti un’atmosfera, una luce, così interiormente poetica da travalicare ogni aneddotica quanto semplicistica imitazione della realtà.

Ruth Moro, nasce nel 1944 a Svitto. Si forma nell’ambito artistico, della carta a mano e della Paper Art in Svizzera, Francia, Germania, Olanda, Danimarca e Giappone. Ha svolto una ricerca personale delle strutture dei vegetali e il loro uso nella realizzazione della carta a mano e nell’arte.
Ha esposto in Svizzera e all’estero in numerose mostre personali e collettive. Tra le personali si contano quelle al Musée du Pays et Val de Charmey nel 1999, al Museo Epper di Ascona e alla Galleria MMG di Tokyo nel 2002, al Manoir de la Ville de Martigny nel 2005, al Museo Cantonale d’Arte di Lugano nel 2011 e al Centro Triangolo di Locarno. Tra le collettive si citano quelle al Museo di Imadate, Giappone (Excellence Award), nel 1995; al Museo di Charmey (Premier Prix de la Triennale Internationale du Papier); alla Crossman Gallery di Whitewater, USA (University of Wisconsin-Catherine Crossman Founders Award for innovative use of materials) nel 1996; al Museum of Kyoto, Giappone, nel 1999; alla Holland Paper Biennial di Rijswik, Olanda, nel 2000 e 2004; alla Basler Papiermühle di Basilea (3. Preis-Kunstwettbewerb “Paper Art”) nel 2005; al Museo Vela di Ligornetto nel 2006 e al Stadtmuseum di Deggendorf, Germania, (Internationale Papierkunst Triennale Deggendorf) nel 2009, 2012, 2015, 2018. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Svizzera e all’estero. Ruth Moro vive e lavora a Cavigliano.

ruthmoro.ch

Victorine Müller

Victorine Müller, usando la trasparenza della plastica, come suo mezzo espressivo di elezione, crea un’installazione che si spiega attorno alla grande quercia del parco di Monte Verità, situata davanti alla terrazza dell’albergo. L’opera è composta da tre grandi forme organiche di celluloide in cui si intravvede e schiude un elemento vegetale che sembra evolversi. Come fossero Silfi di, (spiritelli/fi gure alate della mitologia germanica e celtica), che vivono nei boschi e danzano nel vento, esse aleggiano fluttuanti attorno all’albero della vita, effimere vibrano e si colorano di luce artificiale, mediatrici tra terra e cielo.

Victorine Müller è nata nel 1961 a Grenchen, nel Canton Soletta; oggi vive e lavora a Zurigo. Nel 1992-1993 inizia la sua formazione artistica presso la HKB Hochschule der Künste di Berna, proseguendola nel 1993 alla F+F Schule für Kunst und Mediendesign di Zurigo, dove termina gli studi nel 1997. Dal 1999 al 2002 viaggia in Usa e in India. Dal 1998 al 2017, vanta numerose mostre personali e collettive sia in Svizzera che all’estero, e tiene annualmente una o più performance pubbliche, disciplina nella quale si è fatta particolarmente riconoscere, in Svizzera, Francia, Germania e Italia. È inoltre stata insignita di importanti premi e borse di studio. Sue opere si trovano, tra le altre, nelle collezioni della Banca Julius Bär, del Kunstmuseum di Soletta, della Stiftung Kunsthaus-Sammlung CentrePasquArt Bienne, dei Cantoni Soletta e Zurigo.

victorinemueller.com

Loredana Selene Ricca

Loredana Selene Ricca elevando la sapienza artigianale ad arte, trasforma l’objet trouvé di semi, sassi ed erbe essiccate in composizioni seriali, a un tempo geometriche e dinamiche, di grande suggestione. Utilizzando i più disparati materiali, l’artista sposa con gioia e leggerezza arte e vita, facendo del bricolage e del riciclo la sua opera d’arte. Qui c’è creatività, qui c’è poesia, qui c’è ingegno.

Loredana Selene Ricca vive e lavora a Locarno. Consegue il diploma d’insegnamento per la scuola dell’infanzia presso la Scuola Magistrale e nel corso dei 15 anni di insegnamento alterna diversi viaggi e soggiorni in Europa, Asia e Africa attraverso i quali si avvicina al mondo dell’arte. Frequenta i primi corso di batik in Indonesia e nello Sri Lanka, disciplina che praticherà per diversi anni nel suo atelier di Locarno realizzando numerosi tessili contemporanei. Nel contempo studia e approfondisce la storia dell’arte quale autodidatta e frequenta un atelier di pittura e incisione. L’artista si confronta così con altre tecniche artistiche che l’appassioneranno per diversi anni (il pastello grasso, l’acquarello e la calcografia).
Il legame con il filo e con la trama rimane comunque intenso tanto che Loredana crea un connubio con la pittura. Nascono così opere e installazioni in cui emerge il precario equilibrio dell’umanità, le sue contraddizioni, la sofferenza e la perenne ricerca di protezione.
L’artista sperimenta e utilizza anche materiali vegetali come fogli di legno, il filo di lino o la pietra che integra nelle sue produzioni artistiche.
Dal 1983 l’artista espone regolarmente in Svizzera e all’estero, sia in mostre collettive che personali e, in particolare, dal 1991 partecipa regolarmente a concorsi internazionali nel campo dell'arte tessile.

sikart.ch

Teres Wydler

Teres Wydler ci presenta Metamorphosis, un’installazione olfattiva pensata per il tema della manifestazione. Una sorta di organismo effimero di plastica, di legno ed elettricità che si pone tra natura e artificio, si muove nello spazio a seconda del vento e del tempo, come fosse una vera e propria pianta e, come essa, emana anche i suoi profumi. Tuttavia, a differenza della natura, i suoi effluvi sintetici ed artificiali non potranno mai essere scambiati per quelli veramente naturali.
Nell’albergo è invece esposta l’opera Territories del 1996, apparentemente pittorica, ma che risulta in realtà da un processo microbiologico su cotone.

Nasce a Berna nel 1945. Negli anni Settanta consegue il diploma presso la scuola di disegno sperimentale e la scuola di linguistica applicata a Zurigo; nel 1983 è insignita del premio “Atelier della città di Zurigo” a New York, dove vive fino al 1987.
Vince diversi premi e borse di studio, quali Matossi-Stiftung, Werkbeitrag (1996); Steo-Stiftung, Werkbeitrag (1996); Gleyre-Stiftung Bundesamt für Kultur, Werkbeitrag (1999) e Paris, Atelier Cité des Arts, visarte Schweiz (2002).
Tra le sue esposizioni personali si annoverano quelle a New York, Hudson Pier 34, Blueprints for Worldegg (1983); ad Ascona, Centro Culturale, Spagatdestilla (1987); a Basilea, Teufelhof Basel, Plantagen/Fotogramme (1997); a Locarno, Galleria Ammann Arte, De Cultura (2002); a Lugano, Museo Cantonale d'Arte, Teres Wydler. N.I.C.E. Nature in Corrosive Ecstasy (2007); a Zurigo, Clariden Leu Zürich, N.I.C.E. (2008); sempre a Zurigo, Gallery Visarte, Inaugural exhibition (2008); mentre per le esposizioni collettive si ricordano quelle a Locarno, Video Art 96 (1996); a Losanna, Musée DAC Lausanne, Car (1997); a Lugano, Museo Cantonale d'Arte, Difesa della natura (2009) e a Chiasso, Spazio Officina/m.a.x. museo, Enigma della Modernità (2012).

teres-wydler.ch

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Museo Castello
San Materno