Castello San Materno

La parte più antica che ancora rimane del Castello risale al VI–VIII secolo, quando i Longobardi edificarono la torre vedetta, oggi parzialmente inglobata nell’abside della chiesa romanica dedicata a San Materno. Nel XII secolo l’edificio diviene proprietà della famiglia De Castelletto che, oltre a utilizzarlo sempre come fortezza, lo adoperò anche come luogo di villeggiatura, invitandovi Cardinali ed altri Signori dell’epoca. All’inizio del 1500 il Castello viene conquistato dagli Svizzeri e, da allora, sarà abbandonato come gran parte dei castelli sul suolo ticinese.

Dopo molti secoli di inesorabile decadenza, il XIX secolo segna una svolta importante per il Castello o quanto meno per quello che ne restava. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento, tale Henry de Loppinot, un conte di Nancy, ne diviene il nuovo proprietario. Con l’aiuto della moglie, interviene con un’importante opera di restauro e di ricostruzione, che ridà vita all’edificio.

Nel 1918 giungono ad Ascona i coniugi Bachrach e nell’agosto del 1919 acquistano la proprietà attorno al Castello San Materno. Paul Bachrach e sua moglie Elvira – persone di grande cultura, amanti dell’arte, della letteratura, della musica, della danza – non apportano interventi strutturali all’edificio, ma probabilmente si limitano a un rinnovo, oggi si direbbe «di arredamento d’interno».

Essi affidano all’architetto Paul Rudolf Henning di Berlino alcuni interventi per rinnovare il Castello. In particolare Henning realizza il bel salone per gli spettacoli di Charlotte Rütters-Bachrach, in arte Charlotte Bara. Il parco attorno viene conservato in tutta la sua bellezza, con la sua caratteristica di parco botanico tropicale, composto da splendide magnolie, da palme, da piante di agrumi e da rose. Nel Castello vi sono anche tracce del passaggio di artisti amici, del pittore Andreas von Jawlensky e dell’architetto Carl Weidemeyer, giunto ad Ascona nel 1924, chiamato espressamente dai Bachrach per realizzare un teatro da camera per Charlotte Bara, l’attuale Teatro San Materno. Il Castello diviene, in questi anni, luogo d’incontro di artisti, letterati e ballerini, nell’ottica di quanto accadeva al Monte Verità. Charlotte Bara resterà proprietaria del Castello fino alla sua morte, avvenuta il 7 dicembre del 1986. L’anno seguente il Castello viene acquistato dal Comune di Ascona.

Negli ultimi anni il Castello San Materno è stato abbandonato rischiando nuovamente la rovina, malgrado alcuni progetti di utilizzo che non riuscivano a trovare uno sbocco. Ma un incontro tra il Sindaco di Ascona Luca Pissoglio e il Signor Hubertus Melsheimer (consulente d’arte della famiglia Alten) ha dato il via a un dialogo molto costruttivo con le promotrici della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, le Signore Barbara e Sabine Alten, così come con il loro consulente legale, il notaio Burkhard Scherrer e lo stesso Signor Melsheimer.

Grazie quindi al felice accordo tra il Comune di Ascona e la Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, il Castello San Materno, dopo un accurato restauro, ritorna a vivere nel suo splendore diventando un moderno spazio espositivo del Comune di Ascona.

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Der älteste noch erhaltene Teil dieses Gebäudes stammt aus dem 6. bis 8. Jahrhundert, als die Langobarden den Wachturm errichteten, der heute teilweise in die Apsis der dem hl. Maternus geweihten romanischen Kapelle integriert ist. Im 12. Jahrhundert geht die Burg in den Besitz der Familie De Castelletto über, die die Burg nicht nur als Festung, sondern auch für ihre Sommerfrische nutzte und dazu Kardinäle und andere Herrschaften jener Zeit einluden. Anfang des 16. Jahrhunderts wurde sie von den Schweizern erobert, die das Anwesen sich selbst überließen, wie auch andere Schlösser des Tessins.

Nach vielen Jahrhunderten des zwangsläufigen Verfalls bezeichnet das 19. Jahrhundert einen wichtigen Wendepunkt für die Burg, oder für das, was von ihr übrig geblieben war. In der zweiten Hälfte dieses Jahrhunderts wird nämlich Henri de Loppinot, Graf aus Nancy, ihr Besitzer. Mit großem Restaurierungsaufwand, an dem auch seine Frau beteiligt war, wurde dem Gebäude neues Leben eingehaucht.

Im Jahr 1918 kam das Ehepaar Bachrach nach Ascona, das im August 1919 das Anwesen San Materno erwarb. Paul Bachrach und seine Frau Elvira – beide kulturell hochgebildet liebten sie die Kunst, die Literatur, die Musik und den Tanz – nahmen keine Veränderungen an dem Gebäude selbst vor, sondern beschränkten sich wahrscheinlich auf eine Erneuerung der inneren Raumaufteilung.

Sie beauftragten den Berliner Architekten Paul Rudolf Henning, einige dieser Eingriffe vorzunehmen. Er hat insbesondere den schönen Salon für die Aufführungen von Charlotte Rütters-Bachrach realisiert, die mit Künstlernamen Charlotte Bara hieß. Den umgebenden Park beließ man in seiner ganzen Pracht und in seiner Ausrichtung als botanischer Garten, bestückt mit wunderbaren Magnolien, Palmen, Zitrusbäumen und Rosen. Im Schloss selbst erkennt man Spuren befreundeter Künstler wie des Malers Andreas von Jawlensky oder des Architekten Carl Weidemeyer, der im Jahre 1924 von den Bachrachs nach Ascona gerufen wurde, um ein Kammertheater für Charlotte Bara zu errichten, das heutige Teatro San Materno. In diesen Jahren wird das Schloss Begegnungsstätte vieler Künstler, Literaten und Tänzer; sicherlich im Zusammenhang mit den Ereignissen auf dem Monte Verità. Charlotte Bara wird Besitzerin der Schlossvilla bis zu ihrem Tode am 7. Dezember 1986 bleiben. Im folgenden Jahr erwirbt die Gemeinde Ascona das Anwesen.

Obwohl es durchaus Projekte zur Nutzung des Gebäudes gegeben hat, die jedoch nicht weiter verfolgt wurden, vernachlässigte man es derart, dass ein erneuter Verfall zu befürchten war. Die Begegnung zwischen dem Bürgemeister von Ascona Luca Pissoglio und Herrn Hubertus Melsheimer (Kunstberater der Familie Alten) hat einen sehr konstruktiven Dialog mit den Stiftern der Kulturstiftung Kurt und Barbara Alten, Frau Barbara und Frau Sabine Alten, ihrem Rechtsbeistand Herrn Notar Burkhard Scherrer und Herrn Melsheimer selbst in Gang gesetzt.

Es ist also dank der glücklichen Vereinbarung zwischen der Gemeinde Ascona und der Kulturstiftung Kurt und Barbara Alten, dass die Räumlichkeiten des Castello San Materno, nach einer sorgfältigen Restaurierung, in eine moderne Ausstellungsstätte der Gemeinde Ascona umgewandelt werden konnten.

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Museo Comunale
d'Arte Moderna